
La squadra che ha travolto l'Australia domenica sera nello splendido stadio di Druban è figlio di un lavoro serio e profondo, che non è cominciato ieri e nemmeno l'altro ieri
DURBAN, 14 giugno - Sono riusciti a fare di più e meglio di quanto chiedeva il capo del governo tedesco, la signora Angela Merkel. Lei si sarebbe accontentata della vittoria classica, 2-0; i ragazzi di Joachim Loew l'hanno accontentata in quarantacinque minuti e poi si sono divertiti a raddoppiare la posta. La Germania si sente di nuovo Uber Alles, non che sia mai stata sotto tutti, nel calcio come in altri campi della vita, ma dopo il mezzo disastro dell'Europeo portoghese qualche "riserva" nonostante il terzo posto ai Mondiali del 2006 e il secondo agli Europei del 2008, era rimasta. Si parlava della solita capacità tedesca di dare il meglio in certi appuntamenti guardando con un certo scetticismo al rinnovamento che, al contrario, covava sotto la cenere. La squadra che ha travolto l'Australia domenica sera nello splendido stadio di Druban è figlio di un lavoro serio e profondo, che non è cominciato ieri e nemmeno l'altro ieri, un cocktail di grande realismo, notevole efficienza e passione per il pallone che in Germania è sempre stata coltivata.
L'ONDA VERDE - Domenica una grande onda, di quelle che piacciono tanto ai surfisti veri padroni di queste spiagge dell'Oceano Indiano, si è abbattuta sui poveri allievi di Verbeek. Un'onda di color verde. Perché questo straordinario rinascimento del calcio tedesco si basa su tre solide fondamenta: grandi strutture (i club tedeschi, come ha recentemente detto Rummenigge, al posto di sperperare i quattrini in
PASSIONE LOEW - La Nazionale è sempre figlia del campionato e delle scelte che compiono i grandi club di quel campionato. Se il Werder Brema decide di rinunciare a Diego per lanciare definitivamente Mesut Ozil, il ct non può che prenderne atto. Loew, però, ha messo qualcosa di suo, cioè la sfrontatezza: perduto Ballack e qualche altro giocatore di un certo rilievo, ha deciso di portare in Sudafrica il meglio del nuovo calcio tedesco, fregandosene dei luoghi comuni in base ai quali in competizioni come queste serve soprattutto l'esperienza. A Durban tra terreno di gioco e panchina ha presentato la bellezza di tredici under 25. Addirittura un ventenne Toni Kroos, giocatore dalle qualità tecniche analoghe a quelle di Ozil e che dovrebbe essere lanciato nel firmamento del calcio europeo il prossimo anno con il ritorno al Bayern di Monaco. «Non facciamoci sommergere dall'euforia», ha detto Loew dopo la quasi-goleada. Ma al di là dell'euforia, la Germania appare come un fenomeno emergente o, meglio, riemergente e quello che è riuscito alla Spagna, potrebbe in tempi brevi riuscire anche ai tedeschi che, peraltro, hanno più tradizione degli iberici e più trofei in bacheca.
con una squadra materazzo avrebbe vinto anchela lodigiani
Sembrava di vedere Lazio-Interlazioanale....con 1 sola differenza che i tifosi australiani tifavano australia...
Sembrava di vedere Lazio-Interlazioanale....con 1 sola differenza che i tifosi australiani tifavano australia...
Sembra che abbiano sconfitto il Brasile,e non quei scarsoni degl'australiani...