
Il caso Anelka è la goccia di un vaso ormai colmo, dal 2006: nello spogliatoio comandava Zizou, quattro anni dopo i suoi fedelissimi hanno imposto la linea al ct. Mentre i risultati la avviano ad un prematuro ritorno a casa
JOHANNESBURG, 20 giugno - Raymond Domenech che in una frangente come questo fa quasi simpatia, cerca di dare un indirizzo di normalità a giornate che di normale, soprattutto per lui, invitato a pratiche sodomizzanti, non hanno proprio nulla: «Abbiamo ancora una possibilità, dobbiamo segnare dei gol». Ovviamente nessuno lo sta a sentire. Vive in un covo di vipere: spesso accade nel calcio e lui lo sapeva anche. Certo, non deve far piacere sentire John Terry, compagno di club di Anelka, dire che la Federazione francese ha preso una «cattiva decisione», che Nicolas, in fondo, «ha espresso solo le sue opinioni». Valutazioni che articolate da uno come il centrale inglese un po' fanno sorridere: la sua cattedra, per non ancora vecchie vicende, non è propriamente il massimo come istituzione morale. La Francia sul campo non domina, ha in compenso in scena una commedia veramente surreale (definizione dell'Equipe). Al momento non si sa bene chi abbia fatto cosa e tutti sembrano essere colpevoli di qualcosa. Prendete Evra, capitano della Nazionale, un altro stranissimo soggetto. Convoca una conferenza stampa non per chiedere scusa, a nome del gruppo, per i comportamenti di Anelka, ma per sostenere che non è l'attaccante il colpevole ma colui che ha fatto rimbalzare fuori dallo spogliatoio lo scontro. E' un po' come la vecchia polemica sugli scandali: è scandaloso chi lo scandalo lo produce, o chi lo denuncia? E' più colpevole un giocatore che decide di rispondere a insulti ad appunti duri ma civili del tecnico (che, a scanso di equivoci, è il comandante della truppa) o chi, anche per opportunità soggettive, trasforma la cosa in una notizia di pubblico dominio?
LE VIPERE - La storia di Anelka, in realtà, è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Perché va avanti da tempo lo stillicidio dei «sussurri» che hanno trasformato lo spogliatoio della Francia in un covo di vipere. Anzi, chi conosce bene l'ambiente, sottolinea che qualcosa di simile accadde anche in Germania quattro anni fa (ricordate l'insoddisfazione di Trezeguet) ma allora nello spogliatoio c'era un leader, anzi un vero e proprio Boss, Zinedine Zidane, che tacitava tutto, che teneva a freno tutto.
IL GOLPE DI ZIZOU - Sembra che Zizou nello spogliatoio francese sia ancora presente. Non fisicamente, non spiritualmente ma attraverso i telefonini. E i vecchi sodali che ai tempi di Germania 2006 si allineavano al semplice schiocco delle sue dita. Le voci che rimbalzano dicono che alla vigilia della partita con il Messico avrebbe organizzato un vero e proprio golpe. I suoi referenti all'interno dello spogliatoio sarebbero stati Evra (l'uomo della singolare conferenza stampa), Henry, Ribery e Gallas. I quattro avrebbero chiesto a Domenech di cambiare modulo, dal 4-2-3-1 al 4-4-2; avrebbero soprattutto chiesto di declassare a panchinari Gourcuff e Govou. Consigli di questo tipo, Zidane fornì direttamente a Domenech anche ai tempi di Germania 2006 (salvo poi «tradirlo» con la testata a Materazzi). Il ct avrebbe inizialmente accettato. Poi avendo scoperto che l'ispiratore del golpe era Zizou, ha fatto marcia indietro.
LA LITE IN AEREO - E' possibile che ci sia un «traditore», come dice Evra, ma è più che certo che la Nazionale francese è divisa in clan. E qui intervengono altri sussurri. Sull'aereo che ha portato la Francia da Polokwane alla base nei pressi di Città del Capo, Gourcuff, che certo non ha preso bene l'esclusione ben sapendo che essa è stata anche il frutto di una congiura di palazzo, avrebbe affrontato Ribery. E, sempre secondo le voci, solo l'intervento di Toulalan avrebbe evitato una bella scazzottata ad alta quota.
IL CLUB DEI CACCIATI - Una cosa è certa: Anelka è ufficialmente entrato nel club delle teste calde. Il presidente federale, Escalettes, annunciando la sua cacciata ha sottolineato che si tratta «di una decisione grave che forse per la prima volta ha portato all'esclusione di un giocatore prima della fine di un torneo». In realtà un precedente la Francia lo vanta: ventidue anni fa anche Eric Cantona venne messo alla porta per aver usato un linguaggio simile a quello di Anelka nei confronti del ct di allora, Henry Michel Ma l'elenco è lungo: da Davids a Zahovic, dai sudcoreani Lee Dong-guk, Lee Won-Ja, Kim Song-sik e Woo Sung-young ai cileni Valdivia, Tello e Contreras, per finire con gli scozzesi Barry Ferguson e Allan McGregor, cacciati e mai riammessi.
Come per la testata di Zidane: il colpevole è stato fatto diventare Materazzi che l'ha ricevuta, adesso il colpevole è il giocatore che ha raccontato le ingiurie di Anelka all'allenatore. I francesi girano le frittate, anzi le omelette.
SIETE RIDICOLI..SIGNORINEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
domenech...ma chi cavolo sarà stato mai sto domenech...noi abbiamo i nostri problemi con quel bidone di lippi, ma loro! cmq una cosa c'è da dire, i clan ci sono ovunque non solo nella francia...se cassano e balotelli stessero simpatici a cannavaro pirlo e gattuso sarebbero del mondiale ma il boss cannavaro reputa loro non degni di tale competizione! beh se i giocatori si facessero un esame di coscenza prenderebbero un aereo subito e farebbero arrivare gente meritevole per il mondiale!
NON HO MAI GODUTO COSI TANTOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Anche come Djalminha che ha dato una testata al suo allenatore, che bravi ragazzi ahahah